Sketches

Una delle prime cose che ti spiegano su un cargo è che la nave non possiede strutture adibite alla presenza di passeggeri, è in tutto e per tutto uno spazio di lavoro. Ergo bisogna stare attenti; si scivola, si stura la testa, si finisce in mare. Ci si può fare del male. Ma è in questo che sta il fascino del cargo: è una fabbrica nel mare. Tubi, cavi, ruggine, scale, grasso, lubrificanti, scintille, buio… poi ti giri e Bam! L’oceano. Che posto è mai questo? Come hanno potuto pensarlo?




Ma come vogliono gli estremismi, dove c’è frustrazione e travaglio, c’è pacchia e divertimento. Questo è quello che viene chiamato” The Ultimate Basket Playground”, da fare invidia ai peggio ghetto del Queens.  Da notare l’altezza regolamentare filippina del canestro appeso a  1,90 m dal suolo – riuscivo a schiacciare anche io, mi sentivo altissimo. Ho chiesto al mozzo quante palle sono finite in mare, mi ha detto: “conta che ogni traversata dell’Atlantico ne compriamo almeno due.”

 

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