Liriche del Cargo † epilogo

Questa  è l’ultima volta che racconto di me stesso, o per lo meno, da qui in poi mi metterò da parte e lascerò che le storie fluiscano attraverso di me usandomi solamente come veicolo per arrivar sulla carta, senza lasciarmi trascinare in prima persona. L’ho promesso al mio amico Cosimo, l’ho promesso a me stesso e lo prometto a tutti. Questa che avete letto è sicuramente una storia a metà, perchè troppe cose non vengono spiegate, e non va bene. Queste che scrivo non sono scuse, sia chiaro, sono più che altro constatazioni d’autore, anche se autore è una parola troppo autorevole per un giuggio come me. Forse tornerò a raccontare di me un giorno, ma lo farò solo se saprò farlo farlo davvero. Magari da vecchio. Magari dopo aver scritto delle storie vere.
Grazie per essere arrivati a poppa, comunque. Grazie di aver camminato con me nonostante il rollio, di non aver vomitato fuoribordo, di non esser scivolati sul grasso del ponte. Voglio regalarvi una cosa estremamente preziosa che custodisco avidamente nel mio cuore. Ecco a voi la cosa più spaventosa del mondo, non che l’ultima foto del mio iphone.

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