La Nebbia

Come da manuale, il primo giorno di traversata ci accoglie la nebbia oceanica. Queste misere foto non rendono un decimo di quello che fosse realmente. In culo alla pianura padana, davvero. Banchi di nebbia continui, come un gregge di nuvole appoggiate alla superficie marina,  si stagliavano ovunque intorno a Jamal. Improvvisamente a prua, immerso nella nebbia dei miei stessi pensieri, sento echeggiare le trombe del giudizio universale! Dieci metri sopra di me, sulla torretta di prora, suonava il clacson di Jamal! E che voce! Vibravo come un condannato a morte sulla sedia elettrica! Tutta prora vibrava con me, devastata nelle ossa da quel suono potentissimo.

Bucefalo, sopito da tempo nel mio cuore, si è risvegliato in questo viaggio. Ho pensato molto a lui e alla sua storia, ma anche in mare, anche nella condizione più artisticamente sensibile, non sono riuscito a scriverne. Ma conosco il motivo: la storia di Bucefalo è una storia d’amore e di morte. La morte è il mio pane quotidiano, ma l’amore è ancora lontano, bisogna viverlo per scriverne. E’ ancora uno scheletro, il mio Bucefalo, ma verrà fasciato dei muscoli che lo hanno reso immortale una volta che donerò il miei alla donna che mi aspetta dall’altra parte del mare.

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