Clementino

Questo è Clementino, uno dei personaggi principali di Jamal, il messman filippino al quale devo tutte le sbronze in alto mare (e badate bene che le sbronze in mare sono una cosa importante). Il suo vero nome è Ricardo Clementir, ma non ho potuto fare a meno di battezzarlo Clementino, che è diventato subito il suo nome acquisito – e, con mia grande soddisfazione, usatissimo da passeggeri ed equipaggio – per il resto del viaggio.  Oltre che i bicchieri di vino sottobanco, gli devo molto per lo spirito col quale affrontava la vita in mare, perchè il mare oggigiorno  lo si vede poco, si sta per lo più sotto coperta, ed è difficile essere felici. Ma ecco lui era diverso da tutti, aveva sempre il sorriso stampato in faccia e una battuta pronta in un inglese impronunciabile. Nesto, il cuoco (detto “Cookie”) era il contrario in questo senso: un uomo che sì sapeva ridere, ma che era costantemente spezzato in due da quella vita. Uno di quelli in cui il mare ha scavato una grande voragine nell’anima, vuota di tutti i momenti passati lontani dalle persone che si amano. Questa era la potenza di Cookie, la coscienza di uomo che ha perso la sua vita in mare. Qui sotto Clementino, in tutta la sua gloria.

Dovete sapere che il karaoke rappresenta lo spasso più grande che la barca ha da offrire, per cui viene interpretato con la massima verve, come fosse una cosa sacra. Questo glorioso video riprende il nostro eroe alle prese con la “Lambada”, semplicemente epico.  Anche io ho cantato per Jamal “The house of the rising sun” ma sfortunatamente nessuno mi ha ripreso, dove le paglie, il whiskey e l’eco delle onde oceaniche riverberavano le note stonate di quella che sembrava la locanda alla fine dei mondi.( Dio quanto sono patetico)

Qui la foto della bara da morto, come prova della mia parola. 

 

 

 

Comments are closed.

-->