LIRICHE DEL CARGO

Cos’è la velocità?
Un fenomeno fisico? Un evento sensibile?
No. La velocità è un concetto. E’ tutto nella testa, tutto nel cuore. E il tempo porge i pilastri sugli stessi principi.
E’ già finito tutto, già finito tutto vi dico. Non esiste il tempo. Se non avessi lasciato dietro di me queste macchie di inchiostro, dio, sarei morto impazzito all’idea di essere già alla fine del viaggio. Il mare si mangia tutto, terra, luce, tempo.  La mia anima è divelta , se potessi la metterei in un otre per osservarla, miserabile, in ogni suo piccolo pezzo. Mi sento tradito, masticato e risputato. Dovevo farmi inghiottire dal mare forse? O forse devo tornare a raccontarlo.. ma a chi? A chi importa tutta questa follia? Ma follia è il termine giusto? No, non lo è. Amore è il termine giusto.
L’amore che provo per il mare è lo stesso amore che provo per la vita. E’ questo che non penso di riuscire a esprimere.
Ed è per questo che quando guardo il tramonto mi sento morire, perchè la mia anima mi abbandona in quel momento stesso, viaggia lontana, e non rimane ad assistermi quando cerco di spiegarlo. Vola via.  Ritorna dopo il crepuscolo, quando le mie dita sono fredde e la bocca secca.
Come spiegarvi l’amore per il mare? Come descrivervi cosa mi succede dentro? Vorrei morirne. Il mare è lo specchio di tutto quello che abbiamo dentro, che è celato e vive nell’abisso, profondo come la gola della terra. Tutte le cose che nuotano nel mare sono nostre come lo sono gli incubi e i sogni che ci posseggono la notte. E’ il regno del mistero di noi stessi, un regno di oblio, di tempeste, di mostri inenarrabili.
Ed è in questo che voglio affogare, nell’anima che mi porto addosso, ove il sole tramonta e le stelle si specchiano la notte. 

Approdato il 9/02/2013 a New York City
Dopo 17 giorni di traversata dell’Atlantico
sul vascello mercantile CMA CGM JAMAICA 

 

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